Recensioni Libri&Film

Reportage o no? Sulla Siria gli occhi di una giornalista clandestina.

da l’Unità.it

di Ella Baffoni.

Andare, guardare, capire, riferire. Le regole del giornalismo, in sintesi sono queste. Il fatto è che questo mestiere è molto cambiato – non so se in meglio – in questi anni. Un esempio ne dà il libro di Antonella Appiano “Clandestina a Damasco” (Castelvecchi, 124 pgg, 12.50 euro). Esperta di Medio oriente, Appiano ha fatto quel che avrebbe fatto un giornalista dell’altro secolo.

“Clandestina a Damasco”, una cronista in Siria. (da Repubblica.it)

Antonella Appiano è l’autrice del reportage costruito giorno dopo giorno in tre mesi di permanenza nel paese mediorientale, con le sue diversissime etnie e religioni, oltre che con le centinaia di migliaia di profughi fuggiti dalla guerra irachena. Le molte identità che è stata costretta ad assumere. Alle manifestazioni con il velo islamico.

Manifestazioni pacifiche in Siria

ROMA – Alla Casa delle Letterature di Roma (in piazza dell’Orologio) viene presentato il libro “Clandestina a Damasco”, di Antonella Appiano. Si tratta di è lungo reportage, in forma di diario, scritto alla fine di un soggiorno durato tre mesi in Siria, un Paese che ha dimostrato di saper accogliere migliaia di profughi durante i momenti caldi della guerra in Iraq, oggi agitato dalle rivolte e dove è difficilissimo (se non impossibile) svolgere il lavoro di cronista, per l’estrema difficoltà poste dalle autorità siriane nel rilascio di accrediti-stampa. Antonella Appiano  è stata costretta a cambiare diverse identità – come ha raccontato oggi ad Anna Maria Giordano durante Radio 3 Mondo (in onda su Radio 3 alle 11.30 di ogni giorno). Un cambio di identità più volte imposto dalle difficilissime condizioni di lavoro per una giornalista che – come lei stessa ha dichiarato – ha avuto solo tentare di capire cosa stesse succedendo davvero in quel Paese, ascoltando tutti, sia gli oppositori che sono scesi in piazza rischiando di essere ammazzati dalla polizia, che quanti invece restano convintamente schierati con il governo di Bashar al Assad.

continua a leggere sul sito de La Repubblica.it

“Clandestina a Damasco”. Presentazione a L’Infedele del 31/10/2011

A L’Infedele, La7, Gad Lerner presenta il reportage “Clandestina a Damasco” di Antonella Appiano.

Clandestina a Damasco – Dal 3 novembre in tutte le librerie

QUATTRO MESI NELLA SIRIA VIETATA AI GIORNALISTI STRANIERI, FALSE IDENTITÀ E TRAVESTIMENTI PER SFUGGIRE ALLA CENSURA E RACCONTARE IN ESCLUSIVA LA REPRESSIONE DEL REGIME DI BASHAR al-ASSAD.

IN LIBRERIA DAL 3 NOVEMBRE

Che cosa significa lavorare come giornalista in Siria, un Paese agitato dalle rivolte e che non rilascia accrediti-stampa? Come ci si inventa una nuova identità credibile? E poi un’altra, e un’altra ancora? Identità e ruoli che cambiano con il mutare degli eventi in un luogo in cui i pochi reporter lasciano il Paese spesso su suggerimento delle proprie ambasciate. Il racconto esclusivo di una giornalista che è rimasta in Siria per tre mesi (dai primi di marzo alla fine di maggio 2011) e ci è ritornata in luglio, sempre da «clandestina», scrivendo prima per il suo blog poi per il quotidiano on-line «Lettera43» e cercando di trasmettere con gli articoli del suo «Diario da Damasco», e poi attraverso i collegamenti con Radio 24 e con Uno Mattina, sensazioni, emozioni, timori, speranze, inquietudini, vissute dai siriani in un periodo storico che potrebbe modificare la realtà politica e sociale del Paese e di tutto il Medio Oriente. Nascosta sotto il niqab, con documenti falsi, aiutata da un gruppo di manifestanti anti-regime che organizza i suoi piani nei minimi dettagli, Antonella Appiano ha raccolto testimonianze e storie: l’ingegnere Ammar, il taxista Khaled, l’avvocato Siham, la commessa Fatima, l’architetto Hisham, l’artista Rami e ancora il profugo palestinese e la suora cristiana, il cuoco iracheno e l’estetista russa, l’imam sunnita e il soldato di leva in congedo. È stata tra le poche a intervistare gli attivisti e i ribelli ma anche quelli che la rivoluzione non la vogliono. Tante storie per dar voce alla complessità della realtà siriana. Variegata, composita. Un mosaico di etnie e credi religiosi che oggi tutto il mondo osserva con attenzione senza sapere come andrà a finire.

http://www.castelvecchieditore.com/clandestina-a-damasco/

Collan RX

Tre libri…per saperne di più sulle Primavere arabe

Tre libri per chi è interessato alle primavere arabe.

“Mediterraneo in rivolta” di Franco Rizzi, edizione RX Castelvecchi,  “Caos arabo” a cura di Riccardo Cristiano, edizioni Mesogea. Un terzo, che ho riletto, è del 2006 (spero sia ancora in commercio) “Primavere. Per una Siria democratica e un Libano indiendent”, di Samir Kassir, a cura di Elisabetta Bartuli. edizioni Mesogea. Samir Kassir, l’autore del celebre “L’infelicità araba”, giornalista, intellettuale, figlio di un palestinesee di una siriana, fu ucciso in un attentato, a Beirut il 2 giugno del 2005.

Voci siriane

Shady è nato in Italia, a Milano, nel 1988, da padre siriano e madre italiana. Il padre,  esiliato dalla Siria, perché da giovane, era stato dirigente del partito nazionalista arabo, ha riavuto, nel 1997, il permesso di rientrare in Patria, insieme alla famiglia.

Italiano per cittadinanza quindi  ma portatore di un’altra cultura, quella araba, Shady è anche l’erede di una storia  particolare, quella della famiglia paterna. Un intreccio interessante: i ricordi paterni e il suo immaginario di bambino su un mondo lontano ma nello stesso tempo presente. Shady ha pensato di scriverlo e ne è venuta fuori una raccolta di racconti “Voci di anime” (Voci di anime, Marietti Editore).

Un libro da leggere perché ci permettere di capire meglio la realtà dei nuovi italiani. Di un italiano-siriano come Shady. E anche una testimonianza importante proprio ora che la Siria è al centro dell’attenzione del mondo e dei media, che troppo spesso, non comprendono la complessità del Paese.

Le Italiane - Castelvecchi editore

Le italiane: 150 anni di storia al femminile

Dal Risorgimento ai nostri giorni, centocinquant’anni di storia nazionale raccontanti attraverso le biografie delle protagoniste della politica, della cultura, della scienza, dell’economia e dello sport.
Nella ricorrenza dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia il volume “Le italiane” edito da Castelvecchi, rappresenta un omaggio e un ricordo doveroso alle molte, non tutte, donne che, con il loro impegno hanno percorso e tracciato, dal Risorgimento ai giorni nostri, la storia del nostro Paese in vari campi.

Il pregio del libro è quello di raccontare le biografie di queste donne, con un linguaggio fresco e attuale, come un manuale piacevole e interessante di lettura e studio, adatto a ogni fascia generazionale. Questo è molto importante dato che esso sarà divulgato massicciamente nelle scuole grazie all’impegno dell’associazione “Telefono Rosa”, che ne ha curato la pubblicazione su idea e progetto della giornalista Anna Maria Barbato Ricci.

Le protagoniste raccontate in questa raccolta di brevi saggi a esse dedicati “vuole rendere il giusto omaggio alle italiane che anno solcato la storia dell’Unità d’Italia. Lo fa attraverso alcuni ritratti femminili che sembrano animare il profilo marmoreo della donna turrita, l’autorevole figura allegorica che rappresenta il nostro Paese. Impariamo da queste pagine i tratti originali e il potere dell’identità femminile, che legano ogni biografia e che ciascuna donna esprime quando può o vuole agire la propria libertà” (Anna Finocchiaro).

Le biografie riguardano Cristina Di Belgioioso, Francesca Cabrini, Contessa Lara, Matilde Serao, Teresa Filangieri Ravaschieri Fieschi, Grazia Deledda, Maria Montessori, Luisa Spagnoli, Le Costituenti, Tina Anselmi, Le attrici, Palma Bucarelli, Nilde Iotti, Rita levi Montalcini, Sara Simeoni e Fiorella Kostoris.
Raccontate da Sandra Artom, Laura De luca, Brunella Schisa, Donatella Trotta, Antonella Cilento, Antonella Appiano, Danila Comastri Montanari, Mari Rita Parsi, Anna Vinci, Laura Delli Colli, Simonetta Matone, Marta Ajò, Evelina Cristillin, Stefania Quaglio, Annamaria Barbato Ricci; autrici a loro volta impegnate in vari campi che hanno messo a disposizione il proprio impegno gratuitamente al fine di devolvere gli introiti della vendita del libro in favore di “Telefono Rosa”, Associazione di volontariato che cura ed assiste su tutto il territorio nazionale le donne vittime di violenza.

Le biografie delle protagoniste 

CONTESSA LARA di Brunella Schisa
Bionda, occhi azzurri, elegante, colta, poetessa dalla prima ora, poi giornalista e ancora scrittrice di novelle e romanzi. La sua vita è stata costellata di drammi e di scandali. Uccisa a 47 anni da un colpo di pistola dall’amante mantenuto.

GRAZIA DELEDDA di Antonella Appiano
“Autodidatta, bruttina e anticonformista” come lei stessa si definisce. Passionale e sanguigna come i suoi personaggi. Trasgressiva, spregiudicata, scontrosa e difficile. Studia, legge, scrive e mantiene contatti con editori di molte città italiane. Riceve il Nobel per la letteratura nel 1927.

CRISTINA TRIVULZIO di BELGIOJOSO Di Sandra Artom
Femminista ante litteram, bella e affascinante, dotata di grande intelligenza e cultura, spirituale e spiritosa, ispiratrice di grandi amori e ammirazione da parte di scrittori, poeti, musicisti, storici e uomini politici tra i più importanti del suo secolo, italiani e stranieri.

Intervista a Cesare Marino

Dobbiamo ringraziare la giornalista Antonella Appiano per averci segnalato la storia del conte Carlo Camillo di Rudio e del libro che narra le sue avventurose gesta. E dobbiamo ringraziarla doppiamente, perché sua è questa intervista all’autore della biografia, Cesare Marino, antropologo che  fa la spola tra la sua terra Treviso, e la Virginia, dove svolge la sua professione allo Smithsonian Institution di Washington.

È infatti lo studioso, uno dei massimi conoscitori di storia e tradizioni dei Nativi Americani, ad aver scoperto e scritto la storia del Conte, nel suo libro “Dal Piave al Little Bighorn”. Partner del progetto multimediale Italiani di Frontiera, Marino è riuscito con minuziose ricerce e con studi approfonditi, a tessere le fila di storie dimenticate di italiani emigrati ed eccezionali, proprio come quella del conte di Rudio.

Tre domande all’autore Cesare Marino

Che cosa l’ha spinta  a scrivere questo libro?
La passione per i nativi americani e per gli italiani – esploratori, missionari, avventurieri – che per qualche motivo vissero a contatto con gli indiani. Il Conte carlo Camillo Rudio li combatté nella battaglia di Littele Big Horne, e fu fra i pochissimi sopravissuti. Sono un ricercatore, il mio ambiente naturale gli archivi, le biblioteche…  E così a poco a poco ho scoperto tutta la vita affascinante e misteriosa del conte Rudio. Un’avventura staodinaria che non anticipo, così leggerete il libro…

Qualche cenno per incuriosire i lettori?
Il conte era appena quindicenne, quando durante le Cinque Giornate del 1948 a Milano, decide di passare dalla parte dei patrioti, gettando la divisa di cadetto austriaco. Cacciatore delle Alpi a Venezia, garibaldino a Roma. Espatriato a Parigi partecipa al fallito attentato a Napoleone III. Evita di essere giustiziato ma è condannato all’ergastolo alla Cayenna. Riesce ad evadere, emigra negli Stati Uniti, e partecipa alla guerra di Secessione. L’incredibile è che entra poi nel Settimo Cavalleggeri di Custer… Combatte a Little Bighorn e riesce a salvarsi!

E la sua passione per i nativi americani?
È nata in Italia. La mia famiglia era immigrata dalla Sicilia e da “trapiantato” nel Trentino e nel Veneto mi sono sentito sempre un po’ emarginato. Scuro di capelli, anche di pelle… Insomma, un “minoritario diverso”. Da questo status credo sia nato il mio interesse per l’antropologia culturale.

di Antonella Appiano per LibriBlog.com